
Scritto da: Nick Hornby
Editore: Guanda
Numero pagine: 373
“BARBARA NON VOLEVA DIVENTARE REGINETTA PER UN GIORNO, E NEMMENO PER UN ANNO.
NON VOLEVA DIVENTARE REGINETTA E BASTA.
VOLEVA SOLO ANDARE IN TELEVISIONE E FAR RIDERE LA GENTE."
A consacrare l'indiscusso successo dello scrittore inglese Nick Hornby, dal 20 novembre scorso si è aggiunto 'Funny Girl', un romanzo ambientato negli anni della Londra dei primi anni Sessanta, quando i Beatles stavano cambiando la storia della musica e l'omosessualità era un reato penale.
'Funny girl' è un libro popolato da una serie innumerevole di personaggi della tv, registi, autori, attori e incentrato sul tema della sit com.
Siamo nei dorati anni '60 quando la meravigliosa Barbara Parker rifiuta il suo destino di "Miss Regina di Bellezza di Blackpool" per trasferirsi nella Swinging London e seguire le orme del suo idolo Lucille Ball, la famosa attrice comica degli anni Cinquanta. Perché "le reginette non fanno mai ridere" e lei invece vuole far ridere.
La scelta è vincente: Barbara diventerà in poco tempo Sophie Straw, la donna che ha rivoluzionato la tv diventando la star di 'Barbara (e Jim)', una popolare sit-com della BBC che lei stessa contribuisce a creare.
Sophie, che per stessa ammissione di Nick Hornby ricorda un po' Rosamund Pike di An Education, è una ragazza che vuole far ridere in un mondo in cui la comicità è appannaggio dei maschi.
Sullo sfondo tutto la bellezza e la bassezza del mondo dello showbiz, con le sue infinite idiosincrasie.

Uno sguardo nostalgicamente vivace, sempre attento ai cambiamenti in atto nella società, in grado di mixare sapientemente fiction e realtà: nel libro si mescolano titoli di programmi inventati a quelli realmente andati in onda, fatti puramente inventati a questioni care all’epoca rappresentata, come la liberazione sessuale e l’omosessualità, il divorzio, il diritto all’intrattenimento, al piacere, in opposizione a una concezione elitaria o punitiva della cultura.
Le cose che amo:
Nick Hornby è si riconferma scrittore e sceneggiatore dotato dell'elegante ironia a cui ci ha reso 'addicted', unita ad uno stile originalissimo che non stanca mai.
Con un grande senso del ritmo e con la cura per il linguaggio è riuscito anche questa volta a dare vita ad una prosa sobria, con una scrittura sempre molto empatica.
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